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Home Che combinano i politici Silvio e la tirannia

Silvio e la tirannia

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Berlusconi
Ha il controllo della stragrande maggioranza dell'informazione ma lo nega spudoratamente e dice che i giornali sono tutti contro di lui. E' stato indagato e condannato con fondate motivazioni in diversi processi ma dice che la magistratura ce l'ha con lui. Attacca e insulta da anni chiunque lo critichi e poi si lamenta perché lo odiano. Dice di essere liberale e distrugge la libertà. Dice di essere cristiano e poi emana leggi anticristiane e ha un comportamento privato per nulla cristiano
E nonostante tutto questo ha ancora tanti, troppi sostenitori nel paese. Come mai? perché Berlusconi ha ridotto la politica italiana a tifo calcistico. I suoi tifosi negano tutto quello che può metterlo in cattiva luce anche di fronte all'evidenza. Gli avversari politici finiscono per diventare tifosi anche loro e il diluvio di slogan e di pubblicità fa perdere di vista i fatti. Così anche chi contesta e critica Berlusconi con motivazioni oggettive e reali viene assimilato a un tifoso avversario e la verità delle cose finisce per essere sommersa dalle urla.
Il che è precisamente l'obiettivo desiderato. Il ministro Bossi ha la spudoratezza di dire che la mafia sta complottando contro Berlusconi. E' lo stesso uomo che nel 1995 accusava Berlusconi di essere un mafioso sul suo giornale. Il processo Dell'Utri intanto va avanti ed evidenzia i legami con la mafia di un personaggio chiave del partito di Berlusconi, nonché suo amico personale. La sentenza civile sulla Mondadori, insieme alla sentenza Mills, dimostrano che Berlusconi ha corrotto giudici e testimoni per acquisire uno dei più grandi gruppi editoriali italiani, da cui dipendono anche molte riviste che continuano a fare propaganda politica per lui.
Tutte le leggi del suo governo vengono emanate per i suoi interessi personali o per gli interessi di qualche gruppo di amici suoi, contro l'interesse reale dei cittadini. E' un'azione politica fatta di odio e di pubblicità, per dividere l'Italia in campi contrapposti. Le accuse all'opposizione di essere anti-italiana, oltre ad essere assurde e offensive, sono a un passo dall'incitamento alla violenza e costituiscono una criminale irresponsabilità civile e politica. Come se gli italiani che votano una parte o l'altra non siano anche molto spesso amici e parenti. Come se si potesse dividere il paese in due campi senza sfumature. Questo accade perché i suoi conflitti di interessi sono talmente giganteschi che il solo modo che ha per restare al potere è creare il caos. Ma il voto sullo scudo fiscale, passato grazie alle assenze nel Pd, dimostra purtroppo che gran parte dell'opposizione non è capace di sfruttare le difficoltà di Berlusconi, anzi non vuole davvero che il suo governo cada perché è troppo divisa e impegnata in assurdi duelli interni per costruire un'alternativa politica.
Ma potrebbe essere lo stesso Berlusconi a far cadere il governo, se finirà per trovarsi alle strette soprattutto nel caso di un voto contrario sul lodo Alfano della Corte Costituzionale, che gli toglierebbe l'immunità per legge ai processi. Oppure a organizzare una manifestazione in suo favore. Insomma, il plebiscito al posto della democrazia. Un premier delegittimato da vicende giudiziarie e private che sono state create da lui stesso, e non dall'opposizione o dai giornali, che vuole mantenersi al potere con il tifo cieco dei suoi seguaci, con l'investitura popolare opportunamente manovrata dalla propaganda onnipresente. Ma la democrazia non autorizza chi riceve il sostegno popolare a ignorare le leggi dello stato, nè a censurare l'informazione o a scatenare l'odio dei propri fedeli contro l'opposizione. Per questo modo di governare gli antichi greci usavano un termine molto diverso. Tirannia.
 
Francesco Defferrari 
 
"Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo".
Vittorio Alfieri, Della Tirannide, Libro 1, Cap. 2 
 

  

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Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Ottobre 2009 14:13  
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