
L'Italia è il paese dei compromessi, il paese dove non si segue mai una condotta dritta e trasparente in nulla. L'Italia è una zona grigia di vaste complicità tra istituzioni, economia e mafie. Una palude di conflitti di interessi. Un labirinto di poteri e contropoteri in cui si cerca di non far capire mai al popolo chi ha fatto cosa e perché lo ha fatto.
Così l'ex avvocato di un boss della camorra casalese ora è a capo di una commissione parlamentare d'inchiesta che dovrebbe indagare sul traffico illecito di rifiuti che spesso coinvolge proprio i casalesi. E mette in dubbio le vere ragioni dietro la morte del prete anticamorra Don Giuseppe Diana, come faceva il suo ex assistito dopo averlo fatto uccidere. Parliamo dello stesso uomo accusato di favoreggiamento nella fuga di Delfo Zorzi, indagato per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e altre stragi italiane. Un testimone sarebbe stato pagato nel 1994, tramite un conto Fininvest, per mentire e permettere così a Zorzi di fuggire in Giappone, dove ora risiede ricco e felice e come cittadino giapponese non è estradabile. Gaetano Pecorella, ex avvocato del boss casalese condannato come mandante per l'omicidio di Don Diana ed ex avvocato di Delfo Zorzi è ora un deputato del PdL, il partito di Berlusconi, che è stato membro della P2 di Licio Gelli, a sua volta condannato per depistaggio nelle indagini sulla strage di Bologna.
Così l'ex avvocato di un boss della camorra casalese ora è a capo di una commissione parlamentare d'inchiesta che dovrebbe indagare sul traffico illecito di rifiuti che spesso coinvolge proprio i casalesi. E mette in dubbio le vere ragioni dietro la morte del prete anticamorra Don Giuseppe Diana, come faceva il suo ex assistito dopo averlo fatto uccidere. Parliamo dello stesso uomo accusato di favoreggiamento nella fuga di Delfo Zorzi, indagato per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e altre stragi italiane. Un testimone sarebbe stato pagato nel 1994, tramite un conto Fininvest, per mentire e permettere così a Zorzi di fuggire in Giappone, dove ora risiede ricco e felice e come cittadino giapponese non è estradabile. Gaetano Pecorella, ex avvocato del boss casalese condannato come mandante per l'omicidio di Don Diana ed ex avvocato di Delfo Zorzi è ora un deputato del PdL, il partito di Berlusconi, che è stato membro della P2 di Licio Gelli, a sua volta condannato per depistaggio nelle indagini sulla strage di Bologna.
Allora se si osserva tutto questo si capisce che l'Italia è certamente il paese dei compromessi e delle zone grigie, ma la gente di Bologna non poteva permettere al ministro Bondi di parlare in occasione dell'anniversario della strage. Non poteva e non lo ha permesso, perché il ministro fa parte di una forza politica che ha come proprio leader una persona che apparteneva alla P2.
L'opposizione ha cercato di fare compromessi con Berlusconi per 15 anni quando era ovvio fin dal principio che il suo conflitto d'interessi, al di là di qualsiasi altra considerazione, lo rendeva ineleggibile. Una persona che controlla l'informazione e va al governo pregiudica la democrazia in maniera irrimediabile, e infatti è quello che è accaduto.
Dopo 15 anni Walter Veltroni si sveglia come se fosse rimasto in Africa fino ad adesso e propone una legge sul conflitto d'interessi. Una legge che avrebbe dovuto essere votata dal centrosinistra nel 1996 al più tardi. E che comunque nasconde sempre qualche compromesso, a differenza di quella proposta da Furio Colombo, molto più precisa e priva di scappatoie. Ma qualsiasi legge sul conflitto d'interessi arriva comunque in ritardo di almeno 13 anni. E' tardi ragazzi, i buoi sono scappati, ora Berlusconi ha un monopolio dell'informazione quasi totale e non sembra possibile che l'opposizione possa mai arrivare a vincere di nuovo un'elezione. E non sembra che parte dell'opposizione sia immune ai troppi compromessi, soprattutto per quanto riguarda la sanità in certe regioni.
Dopo 15 anni Walter Veltroni si sveglia come se fosse rimasto in Africa fino ad adesso e propone una legge sul conflitto d'interessi. Una legge che avrebbe dovuto essere votata dal centrosinistra nel 1996 al più tardi. E che comunque nasconde sempre qualche compromesso, a differenza di quella proposta da Furio Colombo, molto più precisa e priva di scappatoie. Ma qualsiasi legge sul conflitto d'interessi arriva comunque in ritardo di almeno 13 anni. E' tardi ragazzi, i buoi sono scappati, ora Berlusconi ha un monopolio dell'informazione quasi totale e non sembra possibile che l'opposizione possa mai arrivare a vincere di nuovo un'elezione. E non sembra che parte dell'opposizione sia immune ai troppi compromessi, soprattutto per quanto riguarda la sanità in certe regioni.
Intanto la camorra si espande e arriva in provincia di Latina, ma il governo non scioglie il comune di Fondi infiltrato dalla criminalità organizzata. E non si capisce perché. Forse perché l'Italia è tutta un compromesso, un accordo, un inciucio. Compromessi con le organizzazioni criminali, con gli stragisti, con chi ha occupato l'informazione, con tutte e tre le cose insieme, visto che spesso coincidono. L'Italia è compromessa.
Resta una parte di questo paese che non ne può più di compromessi, che pensa che non si possano fare accordi con chi vuole distruggere la democrazia, con chi mette le bombe, con chi uccide ogni giorno per le strade. Non ci si può accordare con tutti, a volte bisogna reagire, combattere. Ma al momento le voci che si oppongono a questa Italia dei compromessi sono ancora troppo poche, e chissà se riusciranno a crescere. Perché ci riescano il popolo italiano dovrebbe capire una buona volta che troppi politici italiani sono compromessi, e ci sono compromessi che non si devono mai fare.
Francesco Defferrari
Resta una parte di questo paese che non ne può più di compromessi, che pensa che non si possano fare accordi con chi vuole distruggere la democrazia, con chi mette le bombe, con chi uccide ogni giorno per le strade. Non ci si può accordare con tutti, a volte bisogna reagire, combattere. Ma al momento le voci che si oppongono a questa Italia dei compromessi sono ancora troppo poche, e chissà se riusciranno a crescere. Perché ci riescano il popolo italiano dovrebbe capire una buona volta che troppi politici italiani sono compromessi, e ci sono compromessi che non si devono mai fare.
Francesco Defferrari
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