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Home Dentro la rete Una battaglia contro il vento

Una battaglia contro il vento

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antipirateria_francia

Il parlamento francese ha bocciato a sorpresa, con i voti dei deputati socialisti, la cosidetta legge anti-pirateria, fortemente voluta da Sarkozy. La legge prevedeva un organismo di controllo, l'Hadopi, che doveva individuare gli utenti che scambiano file protetti da diritto d'autore via internet e prendere provvedimenti contro di loro. Il primo avviso doveva essere una email di diffida, il secondo una raccomandata e il terzo, se l'utente non smette di scaricare illegalmente, la sospensione dell'accesso a internet fino a un anno, con l'obbligo di continuare a pagare la connessione

Il governo francese ha comunque intenzione di ripresentare la legge entro l'anno.  
I socialisti francesi la considerano sbagliata e pericolosa, e una certa opposizione al testo pare sia presente anche all'interno della coalizione che appoggia il Presidente. La legge, se passerà, rischia anche di entrare in conflitto con le disposizioni del Parlamento europeo, che ha recentemente definito l'accesso a internet un'intoccabile libertà fondamentale dei cittadini. 
Inoltre la legge darebbe a un organo amministrativo la facoltà di spiare l'uso che gli utenti fanno della loro connessione, con una evidente violazione della privacy. La verità è che i governi, le case discografiche e le major del cinema dovrebbero mettersi l'anima in pace e capire che è impossibile fermare lo scambio di informazioni in rete. Il web serve appunto per condividere informazioni, e questo comprende anche musica e video. Il concetto stesso di diritto d'autore deve essere profondamente rivisto, perché ormai non siamo più negli anni 70, quando un disco e una bobina cinematografica potevano essere copiati solo da strumenti professionali. Ormai chiunque può copiare qualsiasi cosa con estrema facilità e più aumenterà la velocità della rete e le capacità informatiche delle persone più sarà facile diffondere e copiare qualsiasi genere di contenuto. I diritti d'autore potrebbero essere pagati con la pubblicità o con una moderata tassazione sulle connessioni e sui prodotti digitali, ma non si può continuare a credere che la "pirateria" possa essere fermata. Le persone in rete non percepiscono ormai nessuna differenza tra ascoltare una canzone alla radio o scaricarla dal web. Non percepiscono differenza tra guardare un film in televisione e scaricarlo. Anche perché non esiste una differenza sostanziale. E non si può assimilare l'utente che scarica un file per vederlo o sentirlo e poi nel 90% dei casi lo cancella con i "pirati" che copiano un film o un disco per rivenderlo. Se un file viene copiato e diffuso senza fini di lucro qual'è la differenza rispetto a registrare un film alla tv o una canzone alla radio, attività impossibili da controllare? Non c'è nessuna differenza.
Alla base della furia proibitiva dell'industria musicale e cinematografica c'è l'illusione che il calo delle vendite negli anni recenti derivi dall'aumento del download illegale, che per ora coinvolge ancora una parte molto piccola della popolazione. La verità è che le persone continuano a comprare e regalare cd e dvd se ritengono che i contenuti siano interessanti. Quando non lo fanno è perché li ritengono di scarso valore, risultato dell'esasperata commercializzazione delle major, che producono musica e film usa e getta.
Cercare di eliminare il download su internet è come pensare di poter fermare il vento. E' una conseguenza inevitabile della digitalizzazione delle informazioni e tentare di eliminarlo comporterebbe in primo luogo la fine della privacy delle persone, e in secondo luogo la persecuzione sistematica di un alto numero di cittadini che non ritengono di fare nulla di diverso dal guardare la televisione o ascoltare la radio.  
In Italia intanto gira voce che il ministro della cultura Sandro Bondi avesse intenzione di introdurre anche nel nostro paese la legge appena bocciata in Francia. A questo proposito l'onorevole Roberto Cassinelli, anche lui del PDL ma contrario alle proposte per limitare la libertà della rete, ha promosso un'interrogazione parlamentare in proposito. 

Scambio etico, l'associazione che chiede la legalizzazione della condivisione della cultura con licenze collettive.
La legge antipirateria in Svezia sta uccidendo il web, da Zeus News 
L'emendamento D'Alia, che prevede la censura sul web, da Zeus News 
Il disegno di legge Carlucci per eliminare l'anonimato su internet, da Zeus News 

Francesco Defferrari

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 25 Aprile 2009 00:21  
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