L’Italia è un paese dove gli elementari diritti umani non sono garantiti. L’ultima dimostrazione, sempre se i respingimenti dei migranti non bastassero, è stata data ieri in Parlamento quando è stato bocciato il provvedimento contro l’omofobia. E non è un comunista a dirlo. E’ l’Alto Commissario Onu per i diritti Umani, Navi Pillay, a denunciarlo.
“Affossare la legge contro l’omofobia è stato un passo indietro per l’Italia”, parole che suonano come un vero atto di accusa contro l’Italia. “L’omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi – ha detto il commissario Onu – ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono soggetti non solo alla violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita”.
Il commissario per i diritti umani, affrontando il problema Italia, ha approfittato per tornare nuovamente sul problema sicurezza criticando, ancora una volta, l’aggravante di reato per gli immigrati clandestini che commettano un crimine.
Tutto questo, però, non è un problema della politica. Dovrebbe esserlo, ma tanto i parlamentari assenti (per giusta causa o meno) e quelli che hanno votato contro (per sbaglio o convinti) restano lì, pagati dagli italiani.
Una di questi è Paola Binetti eletta in quota Pd alle ultime elezioni. Martedì ha votato con il centrodestra il documento che affondava il provvedimento contro l’omofobia. E alle critiche, numerose, che sono arrivate risponde che il disegno di legge sull’omofobia aveva dei punti nebulosi. “Ora mi sento anch’io una minoranza, anche io voglio essere tutelata. Il Pd è un partito giovanissimo, vorrei capire quale sia la sua identità”.
Inutile dire che la deputata teodem è più che tutelata. Perché viene pagata con chi ha votato per un partito che nello scegliere i suoi candidati ha fatto scelte decisamente poco chiare. Salvo accorgersene dopo. Il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro ha detto “Trovo intollerabile il comportamento dell’onorevole Binetti. La mia impressione è che Paola Binetti abbia poco a che fare con il nostro partito”.
L’onorevole Binetti, però, il suo posto non lo molla, e mette a tacere i suoi possibili passaggi all’Udc, assicurando anche che andrà a votare alle primarie e voterà per Bersani “perché ha avuto una reazione più equilibrata”.
Paola Concia, relatrice del provvedimento contro l’omofobia, non usa mezzi termini con la collega. "Non può esserci libertà di coscienza sul rispetto dei diritti e della dignità umana. Lo dico a Paola Binetti: nessuno ti punta una pistola alla testa per stare nel Pd, devi condividere i valori fondamentali del partito, devi essere tu a prenderne atto. Vai in un posto dove ti senti piu' a tuo agio, voti piu' con l'Udc che con noi...".
L’onorevole Concia è amareggiata per lo spettacolo che l’Italia ha dato al resto del mondo. "Il Ministro Carfagna ha detto che farà una proposta di legge…. Una legge ieri c'era e si poteva votare. Una legge bipartisan che aveva fatto un lungo percorso in Parlamento. Ma il problema é che in questo paese ognuno vuole mettere la sua bandierina".
L’omofobia è un crimine, ed è un concetto semplice, che dovrebbe essere comprensibile per qualunque orientamento politico.
E invece, ancora una volta, nel nostro Parlamento si facevano i conti con le bandierine. Se il ministro per le pari opportunità dovesse presentare un disegno di legge uguale a quello presentato ieri in Aula, e se questo dovesse essere approvato, la domanda resterà: perché non ora? Il nome sul provvedimento è più importante della dignità della persona?
Nel frattempo dobbiamo incassare l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani che definisce “un passo indietro per i diritti di gay e lesbiche” quello che è successo ieri in Parlamento: ennesima dimostrazione di uno Stato che non tutela i suoi cittadini.
Marianna Lepore
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Commenti
La bocciatura della legge sull'omofobia ripropone nel PD i tormenti sulle strategie politiche
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